Il Principio Radionico Callegari (1945)

 

PRINCIPIO RADIONICO CALLEGARI (¹)

1945

 

                 Questo documento, di massima rilevanza scientifica, anche per i consequenziali aspetti tecnici e pratici, è tratto dall’ Archivio Storico Personale di Giambattista Callegari. Trattasi di una memoria datata 4 luglio 1945 - 15 agosto 1945 in Saint Agnan-en-Vercors (Francia), poco prima del rientro in Patria alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

                 “Gli esperimenti personali con strumenti radiotecnici particolari, strutturati per onde millimetriche ed attivati da un agente induttore naturale, hanno evidenziato fenomeni e possibilità di utilizzazione di cui non vi è cenno nei trattati ufficiali di Fisica e che, pertanto, propongono l’enunciazione di un “concetto nuovo” a livello di ipotesi.

 

PREMESSO:

  • che la materia inorganica ed organica è formata di “atomi differenziati”;
  • che la Fisica Moderna (M.Planck ed Atomisti vari, 1920-27) ha definito gli atomi “dipoli microfisici naturali risonatori/oscillatori elettrici”;
  • che nel 1932 K.A.Jansky, sperimentando con onde cortissime “a fascio” , ha casualmente scoperto la presenza nello spazio terrestre di un’onda hertziana complessa naturale (veniente dalla Galassia), studiata nel 1940-42 dal Reber e dai Radaristi…;

 

ASSODATO

da chi scrive (Giambattista Callegari, ndr):

  • che  i  Radiorisonatori spaziali A-LCR, correttamente strutturati per onde millimetriche (ma anche  centimetriche  e  decimetriche)  risultano  in  funzionalità  attuale, con  valori efficaci dell’ordine dei µV, dei µA e dei µW, ed estrinsecano effetti termici, magnetici ed hertziani;

IN RAGIONE DI QUANTO PRECEDE,

la situazione di fatto prospetta il seguente “concetto nuovo”:

      1°)  nell’ambito  della  nostra  Galassia ,  la  materia  giace  in  uno  “spazio  vibratile  hertziano naturale,  per  cui  si  deve  ritenere  che  gli atomi, quali microdipoli differenziati, siano in stato  permanente  di  sub-oscillazione  elettronica  endoorbitale  (governata  dal  radicale  di Thomson-Kelvin  √LC ,  presente  in valori  infinitesimali  differenziati),  con  effetti  di  λk confinati nella struttura stessa;

      2°)  in  conseguenza  si  può parlare di “personalità elettromagnetica” degli atomi e, quindi, dei corpi, siano questi semplici o composti, inorganici od organici.

AL CONCETTO NUOVO

si associa un aspetto tecnico di rilevante interesse pratico:

      3°)  poiché  l’esperimento  ha  mostrato  che  l’effetto  hertziano  SHF  estrinsecato  da  un Radiorisonatore  Spaziale  A-LCR  nel  canale-aria  definito dall’induttanza L è di ampiezza sufficiente  da  determinare  ( per risonanza magnetica )  la  polarizzazione  caratteristica (in funzione  della  frequenza )  dei  dipoli  microfisici  costituenti  il  mezzo-aria ( Effetto K o Radionico), è  prevedibile che tale processo si estenda (con effetto di radiostimolazione) ai corpi eventualmente giacenti nel canale-aria radionico.

DI FATTO:

l’esperimento  conoscitivo,  predisposte  le  opportune  condizioni  strumentali (K-Radiomicrometro/C), evidenzia lo stato di K-risonanza tra strumento e corpo in esame, nonché tra la foto del corpo (dipolo potenziale) ed il corpo concreto”.

 

NOTE INTEGRATIVE

(nel merito del Sommario 30 giugno 1945)

                 “Gli  esperimenti  hanno  mostrato  che  il  K-RM/C 1945(K-RadioMicrometro/Callegari

1945, ndr) costituisce una unità radiotecnica in microonde millimetriche, avente una funzionalità attuale “propria” ed una funzionalità attuale “di servizio”, estrinsecanti valori energetici (potenza) dell’ordine di alcuni microwatt e, in ogni caso, maggiori di zero. Cotesto fenomeno appare evidenziato (grazie ai montaggi a K-Radiomicroflussometro Callegari 1938) dallo Effetto K o Radionico nello spazio aria normale.

                 Pertanto l’esperimento permette di affermare che, al di sopra del nozionismo corrente e delle teorie di tutto rispetto esposte dai trattati di Elettrologia e di Radiotecnica, il K-RM/C realizza una “macchina radionica” vera e propria, la quale, a sua volta, consente di coordinare un Metodo di K-Radioscopia in microonde hertziane…

                 Il 4 luglio 1945, in conseguenza di quanto precede, ho intuito che, integrando il K-RM/C con un K-Gruppo Autonomo CR in risonanza (anche “armonica”) ed un circuito esterno, atto all’associazione dei due Gruppi, avrei realizzato (lavoro ormai facile e rapido) un “insieme” di notevole interesse scientifico e pratico.

                 Il 14 luglio 1945 ho messo a punto il Dispositivo Radionico Callegari (D.R.C./1945) per il K-reperto diretto e per il K-telereperto su foto, e ne ho verificato la funzionalità (con pieno successo) mediante i cinque esperimenti, qui riportati per semplici titoli, che mi riservo descrivere in dettaglio a tempo debito:

  1. k-reperto e K-telereperto (su foto) Homo vivente;
  2. K-telereperto su animali e piante;
  3. Idem per ricerche mineralogiche e idrologiche;
  4. K-indagine cosmogeofisica;
  5. Idem in funzione cronologica.

Di prevalente interesse è apparso l’esperimento su Homo vivente (Radiobiologia Sperimentale), sia per reperto diretto sia per telereperto su foto”.

 

Le immagini della TAVOLA  I (pag. 3) e della TAVOLA V (pag. 4) sono tratte dalla Relazione “RADIONICA 1945” di Giambattista Callegari, datata S.Agnan-en Vercors, 30 agosto 1945, mentre la ulteriore immagine Fig.4/f-(19/3-1945) con relativa Descrittiva (pag. 5 e pag.6) è tratta dal testo “RADIONICA E RADIOBIOLOGIA” di Giambattista Callegari – Edizioni Spazio Uno s.a.s.-Napoli-1980

 

 

 

 

 

Fig. 4/f — (19/3-1945).

Schema del K-radiorisonatore LCR/SHF per λ intorno a 9 mm., con variazione micrometrica. Il KG (disegnato a tratto forte), con il circuito KU (KZ + KF) indicato in  (c), forma il K-radiomicrometro Callegari.

Descrittiva sommaria

Il KG vero e proprio (cioè il K-radiorisonatore LCR/SHF — Callegari, 1945) è disegnato in grassetto.

A = Antenna verticale corta a testa sferica D = 0,54;

L = 0,023 μH (bobinetta in aria della Fig. 4/d, asse W-E).

c + Cv = Cascata capacitiva, con c fisso da 990 μpF (come Fig. 4/d) e Cv da 0 (15) -330    

pF con manopola ad indice scorrente sul quadrante Scala K di 180°.

 

 Dalla «cascata» si ha:

C max = 989,99 μpF;              Cmin = 989,93 μpF.

L/C = 2 x 107. R-ohmica = 15 μOhm.

1-2 = boccole isolate (capi del K-circuito per derivazione circuiti KU di vario tipo).

cp = boccola isolata verticale, quale contrappeso d'antenna.

λ k0: max = mm. 8,9946545; min. = mm. 8,9944660.

Potenza efficace (P) circa 22 μW.

Il montaggio, molto accurato, con connessioni cortissime a saldatura, è eseguito su chassis del migliore materiale isolante. Nella pratica lo chassis è una scatola e questa deve poggiare su un piano di materiale isolante.

 

Circuiti derivati di utilizzazione (KU)

Dal KG possono essere derivati dei KU di vario tipo. Nella figura sono disegnati a tratto fino. Il primo KU consiste nello inserimento in 1-2 della bobina Lu e del condensatore Cu, il cui valore dipende da quello della Lu onde stabilire la condizione di risonanza-fase tra KG e KU; se, p,e., Lu = 0,10 μH (D = 1; N. = 3 sp. filo 6/10 su 0,3; K = 0,36), cu = 230 μpF (intervallo-aria cm. 1).

Con il montaggio (d), che ricalca quello della Fig. 4/c, si ha modo di verificare la funzionalità del KG.

Nello schema (b), la Lu(avvolta sul supporto tubolare isolante annerito tLu è connessa al KG soltanto con il capo iniziale (il capo finale resta in aria). In questo caso essa si comporta come una radio-antenna spirale spaziale disper­siva. In essa vi è un campo K stazionario. Traguardando una immagine attra­verso il tLu si osserva l’Effetto di campo K, il quale pur essendo di grana fina, appare in modo evidente se, regolata la manopola del KG per lo fk 3,333, si compara l'immagine percepita in tLu (detta radioplastica) con l'immagine nor­male apparente in t (tubo semplice identico a quello che fa da supporto alla Lu).

Ma di grande interesse scientifico e pratico è il montaggio a K-radiomicro­me­tro Callegari, descritto dallo schema (c), formato dal KG da cui è derivato un KU particolare costituito dal tandem KZ (oscillometro-pendolo a reazioni paragiroscopiche) + KF (campo K posizionato, in funzione di frequenzimetro).

La Luz (chiusa in cassa di bachelite, sospesa con una catenina di argento a maglie finissime lunga 12 a 18 cm.) e la Luf(entro la quale è collocato un polo di ottone a testa piana «o», isolato, e sopra la quale è adagiato un goniometro G di 360°, posizionato come mostra il dettaglio, vale a dire con il diametro 0"-180" collimante con la traccia del meridiano magnetico terrestre del luogo, sicchè la Scala K reca la tacca d'inizio al 40° Est) sono equivalenti (L = 0,024 μH), hanno asse verticale ed avvolgimento destro dall'alto verso il basso.

Il KZ è retto dalla mano destra dell'Operatore (op) sopra la verticale di o. L'inserimento nel sistema dell'Operatore (bio-dipolo coerente-omogeneo) rag­giunge due scopi: rende meccanicamente come astatico il KZ nei riguardi delle vibrazioni telluriche incoordinate locali; immette in KZ una «pressione bio-elettronica» amplificatrice (senza distorsioni) dei moti meccanici determinati dalle forze elettrodinamiche di Lorentz, convergenti e divergenti, ivi operanti.

Va rilevato che quando l'indice della manopola del KG è sulla tacca 0° del quadrante semicircolare, il valore Ct è un minimo e la λk0 impostata è la più breve (frequenza f, quanto W, potenza P più elevati). Allontanando l'indice dalla tacca 0° verso 180°, aumenta di frazioni micrometriche la λk0 (diminuzione della frequenza, del quanto W e della potenza P). Le variazioni dei livelli energetici del campo K (compresi tra il minimo ed il massimo) sono piccolissime. La locuzione «valore fk» (usata per il Tabellario) esprime, nella sostanza, livelli energetici di campo K, quanti di energia, potenza di azione.

Le due versioni equivalenti della Scala K-Callegari (sviluppo su 180° in KG e sviluppo su 360° in KF) sono state definite mediante una sperimentazione sistematica condotta tra il 7/4-1945 ed il 29/6-1945. La Fig. 4/f e relativa didascalia forniscono le indicazioni essenziali concernenti l'insieme, al quale, in ragione delle sue proprietà e delle sue prestazioni, venne assegnato il nome di K-radiomicrometro Callegari.

 

 

Note

a cura dell’ing.Giuseppe Callegari

Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Giambattista Callegari

Centro Studi di Radionica e Radiobiologia

 Napoli.

 

(¹) Il PRINCIPIO RADIONICO CALLEGARI 1945 , secondo l’ ipotesi formulata dal Callegari nel 1944, e  verificata  nel 1945 con strumenti Radiotecnici coerenti  per  microonde  millimetriche naturali, viene così definito e precisato (Archivio Storico Personale di Giambattista Callegari): “Nell’ambito della nostra Galassia, la materia inorganica ed organica – essendo formata di atomi differenziati, cioè da dipoli microfisici risonatori/oscillatori (giusta l’asserzione di Planck 1901-1920, confermata da Einstein e dagli Atomisti) – va riguardata anche come una struttura formale giacente in uno spazio vibratile hertziano naturale (K.A.Jansky,1932; Reber e Radaristi,1940-42), e perciò in stato permanente di sub-oscillazione elettronica endoorbitale persistente (*) , dovuto al fenomeno di risonanza elettrica. Nelle strutture conduttrici elettriche organizzate a Radiorisonatore (**) per microonde, il fenomeno è condizionato e governato dai valori LCR impostati secondo la nota equazione di W.Thomson-Kelvin:

 

λo = 1885 √LC

 

e   gli  effetti  della   funzionalità attuale   (**)  si  manifestano   prevalentemente  all’esterno  in forma di :

 

  1. termismo (Effetto Joule);
  2. forza magnetica (Elihu Thomson);
  3. emissione di onda hertziana a fascio(Canale di Campo K o Radionico Callegari) (***) capace di indurre effetti di Risonanza Magnetica sullo apazio aria normale e sui corpi in questo eventualmente giacenti, ancorché rappresentati dalla loro foto “a solo”…

 

(*)    Il fenomeno della sub-oscillazione elettronica endoorbitale naturale, dovuto all’azione elettromagnetica di un induttore hertziano naturale, non va confuso con l’occasionale oscillazione elettronica interorbitale indicata dalla Teoria dei Quanta (Max Planck) dovuta, quest’ultima, all’assorbimento da parte dell’atomo (per risonanza magnetica, J.J.Thomson 1898) di plusvalori energetici “discreti”.

 

(**)     La funzionalità attuale (o dinamica) in frequenza superelevata SHF dei K-Radiorisonatori LCR, ben verificata grazie al K-RadioMicroFlussometro/C 1938, estrinseca valori efficaci dell’ordine dei microVolt, dei microAmpère e dei microWatt, i quali risultano proporzionali alla frequenza del Campo K o Radionico attivato.

 

(***) Nel Canale di Spazio-Aria definito dall’induttanza L del K-Circuito (o Circuito Radionico), all’interno della stessa e sul prolungamento delle sue testate, il Campo K Radionico genera una microonda hertziana a fascio di piccola ampiezza (o intensità) ma sufficiente a determinare, per Risonanza Magnetica, la Polarizzazione Caratteristica (in funzione della frequenza )  dei  dipoli  microfisici  formanti  il mezzo-aria ,   la   cui  naturale  impedenza*  alla propagazione delle onde elettromagnetiche appare notevolmente minore della normale (Effetto K o Radionico, 1938-45 ) .  Tale Effetto Radionico nel mezzo radionico è risentito anche da  un corpo o dalla sua foto in esso giacenti, implicando il fenomeno della K-Risonanza o Risonanza Radionica tra la foto (= dipolo-potenziale) ed il corpo (= dipolo-concreto).

 

*Impedenza dello spazio

Accezione coniata dal Callegari con la sperimentazione del 1938-39 (Napoli – Italia), proseguita nel 1944-45 (S.Agnan-en-Vercors – Francia). E’ un termine proprio della K-Teoria 1945 (o Teoria Radionica Callegari), assunto, poi, nel 1954-55 anche dalla letteratura scientifica ufficiale dopo i seguenti avvenimenti:

  • esperimento-sondaggio segreto al Cinema Elena (Napoli) allestito il 18 ottobre 1953 dal Callegari, e protrattosi per alcune settimane, per la dimostrazione dell’EFFETTO K-RADIOPLASTICO IN CINEMATOGRAFIA e, quindi, del PRINCIPIO RADIONICO JONI-SOLARE CALLEGARI (dopo il collaudo del 14 agosto 1953 al Cinema-Teatro Bellini (Napoli); il quotidiano di Napoli IL MATTINO, per mano di un suo Cronista, anonimo spettatore, ne dà notizia giovedì 22 ottobre 1953 (**);
  • dimostrazione, al Cine Moderno di Roma, alla presenza di un ristretto gruppo di Operatori del campo cinematografico e di alcuni giornalisti; l’avvenimento viene riportato dal quotidiano MOMENTO SERA di sabato 6 marzo 1954;
  • dimostrazione ufficiale al Cinema Augusteo (Napoli) il 9 marzo 1954 dell’Effetto K-Radioplastico in cinematografia, con la partecipazione di oltre 2000 osservatori invitati dall’AGIS, con convocazione Stampa; “Radio Sera”, con Ennio Mastrostefano, informa l’opinione pubblica del brillante risultato, così come vari quotidiani nazionali (IL GIORNALE di mercoledì 10 marzo 1954; IL MATTINO D’ITALIA di mercoledì 10 marzo 1954; CORRIERE DI NAPOLI di mercoledì-giovedì 10-11 marzo 1954; CRONACA DI CALABRIA del 21 marzo 1954 e del 4 aprile 1954; ROMA di mercoledì 10 marzo 1954; IL MATTINO di mercoledì 10 marzo 1954; MOMENTO SERA di giovedì 18 marzo 1954;
  • installazione ed inaugurazione, il 17 aprile 1954, di un impianto CRK-Modello (Cine Radionico K – Sistema J/S Callegari) al rinnovato Cinema Palazzo di Napoli;
  • risultati positivi della Perizia Tecnologica, datata 15 giugno 1954, a firma del  Prof.Ing.Francesco Andreoli dell’Università di Napoli (oggi “Federico II”), incaricato dalla Soc.CRK s.r.l. di procedere sul luogo di esercizio ed in Laboratorio a verifiche e rilevazioni tecniche in ordine alla funzionalità particolare degli elementi del Sistema CRK;
  • nel Laboratorio di Fisica dell’Università di Napoli (oggi “Federico II”), sempre nel mese di giugno 1954, su indicazioni ed alla presenza del Callegari, il K-333/C (Photonic Philter Callegari) viene applicato allo spettroscopio ottico con prisma di Newton: il risultato dell’esperimento conferma che l’Effetto K o Radionico Callegari incide sulla propagazione dei raggi visibili, con assottigliamento delle righe nere di Fraunhofer;
  • CNR Roma, gennaio 1955: su proposta del Fisico italiano prof.dr.Angelo Rocca viene ripetuto l’esperimento citato al punto precedente, con la piena conferma dei risultati già ottenuti a Napoli, con l’ammissione, da parte degli sperimentatori presenti, che:

     1°) il K-333/C (Photonic Philter Callegari) si comporta come un campo magneto-elettrico in funzione di “filtro fotonico”;

     2°) l’Effetto K o Radionico Callegari non va confuso con i fenomeni di pleocroismo e di discroismo che caratterizzano gli Effetti Tyndall (1870), Zeeman (1896) ed altri legati alla magneto-ottica ed alla elettro-ottica;

     3°) l’Effetto K o Radionico Callegari è un fenomeno di polarizzazione caratteristica del mezzo “aria” in funzione della frequenza del Campo K o Radionico in microonde hertziane, polarizzazione legata al fenomeno di risonanza magnetica;

     4°) quindi nel Canale K o Radionico viene variata la “impedenza dello spazio”!

  • giugno 1955, Cinecittà, Roma: dimostrazione del CRK System Callegari a cura del Fisico italiano prof.dr.Angelo Rocca.

Il concetto IMPEDENZA DELLO SPAZIO (Callegari) include, implicitamente, quello di ATOMO = DIPOLO MICROFISICO GOVERNATO DALLA SUBOSCILLAZIONE ELETTRONICA ENDOORBITALE CALLEGARI!

 

°°°

 

(**)Si riporta qui di seguito l’articolo, apparso sul quotidiano napoletano IL MATTINO di giovedì 22 ottobre 1953, non solo quale curiosità giornalistica, ma soprattutto quale rilevante documento storico per la Radionica Callegari, già nata, sempre a Napoli, 15 anni prima:

 

“La scienza al servizio del Cinema”

“Da  oltre  una  settimana  al  Cinema  Elena  è  in  funzione  il complesso brevettato C.R.K. del prof.CALLEGARI. Un’apparecchiatura (composta di schermo speciale e dispositivo tecnico) basata sul principio JONI/Solare, offre una proiezione che dà i seguenti vantaggi:

  1. Migliora la luminosità delle immagini;
  2. precisa i campi fotonici e li rende costanti;
  3. perequa automaticamente la focalità ed il colore, correggendo sensibilmente le deformazioni angolari delle immagini, dando ad esse una espressione radionica che rende plastica e naturale la fotografia.

Molti spettatori hanno già apprezzato i vantaggi conseguiti da questa proiezione veramente riposante che, ogni giorno,si ripete al Cinema Elena”.

(La copia originale è agli Atti dell’Archivio Storico Personale di Giambattista Callegari).

A cura dell’ing.Giuseppe Callegari

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